Regione Piemonte

Canelli

Ultima modifica 19 dicembre 2018

Le mille sfumature di Canelli: nella capitale dello Spumante una via per gli innamorati all’ombra dei gioielli barocchi


Paesaggio

La città di Canelli sorge nella Valle Belbo, ai confini con la provincia di Cuneo.

Il territorio è compreso tra due grandi aree collinari, separate dall’asse del torrente Belbo, che rappresentano l’una le ultime propaggini del Monferrato e l’altra le prime pendici della Langa Astigiana.

Oltre il 70% del territorio comunale, che si estende su una superficie di 23,43 km², è sito in collina: la sua bellezza è stata riconosciuta patrimonio dell’Unesco il 22 giugno 2014.

Nel 2018 il motore di ricerca per voli, hotel e autonoleggio Skyscanner ha inserito Canelli nella lista dei 20 paesi più belli d'Italia.

Il comune partecipa al Palio di Asti, la storica corsa di cavalli montati a pelo protagonista del Settembre Astigiano. L'unica vittoria della corsa risale al 1974.

Il Comitato Palio di Canelli ha sede in Regione Castagnole 21.

Canelli rappresenta con Nizza Monferrato il secondo centro per popolazione (oltre 10.000 abitanti) e importanza dell’Astigiano, dopo Asti: dal capoluogo provinciale dista circa 28 km.
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Storia

Le origini di Canelli sono molto antiche e questo è testimoniato dai numerosi reperti archeologici di epoca romana rinvenuti nella zona.

Canelli tornò a fiorire nell’Alto Medioevo dopo esser stata oggetto di contesa tra alessandrini e astesi, con la vittoria di quest’ultimi.

La storia di Canelli è segnata dalle dominazioni di importanti famiglie nobiliari tra cui gli Asinari, i Visconti e gli Scarampi.

Il territorio è stato interessato da cruente battaglie tra il XVI e il XVII secolo per la successione del Ducato di Monferrato.

Con la morte nel 1612 di Francesco Gonzaga, duca di Mantova che vantava diritti sul Monferrato, si scatenarono nuove lotte intestine per la sua successione.

Canelli fu posta sotto assedio nel 1613 da Carlo Gonzaga, duca di Nevérs: nonostante i continui tentativi di sfondamento le truppe monferrine non riuscirono a conquistare la città, questo anche grazie al determinante contributo offerto della popolazione che appoggio le truppe del duca di Savoia e costrinse il nemico alla ritirata.

La rievocazione del celebre assedio – oggi sospesa - è andata in scena fino al 2016.
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Amministrazione

Dal 2009 il comune è amministrato dal canellese Marco Gabusi, attuale presidente della Provincia di Asti.

Il Comune di Canelli può fregiarsi del titolo di "Città".

La lunga pratica (nel 1919 venne inoltrata una prima richiesta ed una seconda nel 1959) si concluse il 24 febbraio 1967 con la firma del decreto da parte del Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat (controfirmatario l'On Aldo Moro).

Da allora lo stemma civico si è arricchito della corona di città caratterizzata dalle classiche cinque torri.
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Enogastronomia e prodotti tipici

Canelli è conosciuta in tutto il mondo come la capitale del vino Spumante.

L’industria enologica ha iniziato a svilupparsi nel XVIII secolo ed ancora oggi, grazie a prodotti di spicco quali il Moscato d’Asti (vedi: Associazione Produttori Moscato Canelli) e l’Asti Spumante, si conferma una delle principali risorse della città.

Un’occasione per degustarli è rappresentata dalla rassegna Canelli Città del Vino, nel mese di giugno.

Canelli è stata ed è ancora sede di storiche aziende vinicole, tra cui: Gancia, Luigi Bosca, Riccadonna, Tosti-Giovanni Bosca, Contratto, Coppo, Ramazzotti etc.

Tra i segreti che garantiscono l’assoluta qualità dei vini canellesi un ruolo fondamentale è rappresentato dalla loro conservazione: qui sono nate, infatti, le celebri Cattedrali Sotterranee (anche’esse riconosciute Patrimonio Unesco) delle storiche case spumantiere Bosca, Contratto, Coppo e Gancia, veri capolavori d’ingegneria e architettura enologica che si snodano per 6 km nel sottosuolo della città.

In questi spazi era possibile trovare la giusta temperatura e umidità costante per affinare vini e spumanti pregiati, che ancora oggi qui maturano in attesa di conquistare le tavole di tutto il mondo.

Lo sviluppo dell’enologia si è accompagnato con la progressiva affermazione del settore enomeccanico: oggi sono operative sul territorio una quarantina di aziende con un fatturato complessivo di grande rilievo.

Canelli non è solo terra di grandi vini ma anche di delizie pregiatissime per il palato, come il tartufo bianco: un’occasione per gustarlo è durante la Fiera Regionale del Tartufo, ospitata a Canelli nel mese di novembre.
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Da vedere

La città è divisa in due zone ben distinte: il Borgo e la Villanuova.

La zona del Borgo è quella del fondovalle, che negli ultimi anni si è allargata comprendendo un’area al di là del torrente Belbo.

L’itinerario alla scoperta di Canelli ha inizio da qui, più precisamente in piazza Amedeo d’Aosta, dove ha sede Casa Scarazzini, che in epoca medioevale ospitava il municipio ed il tribunale.

Si prosegue in direzione piazza San Tommaso dove troviamo la chiesa di San Tommaso che conserva al suo interno una preziosa fonte battesimale, cinquecentesca, realizzata in marmo; di fronte è visibile la barocca Chiesa dell’Annunziata.

Sul lato destro della chiesa di San Tommaso inizia una delle vie più caratteristiche e amate di Canelli: la Sternia, ripida strada ciottolata (oggi via Villanuova) che sale lungo il borgo Villanuova fino al Castello Gancia.

Il percorso offre suggestivi punti panoramici ed è stato ulteriormente valorizzato, nel settembre 2018, con la creazione de “La Via degli Innamorati”, con opere di diversi artisti ispirate agli Innamorati di Raymond Peynet che accompagnano la salita.

Proseguendo lungo la Sternia si giunge in piazza San Leonardo dove troviamo uno dei gioielli barocchi dell’Astigiano: è la Chiesa di San Rocco, oggetto nel 2016 di importanti lavori di restauro per recuperare il suo antico splendore.

Nel lapidarium della chiesa sono conservate quattro stele funebri di epoca romana rinvenute nella Valle Belbo.

Di fronte alla chiesa di San Rocco si erge la chiesa di San Leonardo, edificata nel Seicento e che conserva un monumentale organo ottocentesco.

Giunti alla cima della collina di Villanuova troviamo l’imponente Castello Gancia (prima chiamato Palazzo Scarampi Crivelli); trasformato nella seconda metà del Seicento in dimora signorile, è di proprietà della famiglia Gancia dal 1929.

Il castello, a pianta rettangolare, nel tempo ha subito diverse trasformazioni: distrutto nel Seicento dagli Spagnoli, venne restaurato nel 1676 dal marchese Ambrogio Antonio Scarampi Crivelli e poi nel 1930 dall’architetto Arturo Midana.

Altri edifici storici degni di nota sono la già citata Casa Scarazzini, la barocca Casa Cornaro, Palazzo G.B. Giuliani, ottocentesco, già sede delle scuole elementari di Canelli, Palazzo Grasso – Stresia, le cui linee ricordano Palazzo Crova di Vaglio (a Nizza Monferrato) e che oggi ospita il circolo G.B. Giuliani, infine, Palazzo Osasco (ex Palazzo Scarampi), edificato tra la fine del 1500 e gli inizi del 1600.

A Canelli l’offerta culturale è impreziosita dalla presenza di interessanti musei: il Museo della Distilleria Bocchino, nel quale è raccontata la storia della distillazione e della civiltà contadina, il Museo della Vigna, del Vino e delle Vecchie Abitudini Contadine, nei locali dell’azienda agricola La Martina, che ospita attrezzi per la coltivazione della vite e la produzione del vino risalenti all’Ottocento, il Museo Gancia, che ha sede nelle storiche cantine Gancia dichiarate Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco, dove è possibile ripercorrere la gloriosa storia dell'importante azienda di Canelli - dal 1860 ad oggi - grazie all'esposizione di tutta la promozione pubblicitaria della fabbrica.

Per gli amanti dell’outdoor si segnalano la presenza di una panchina gigante lungo la strada che da Canelli porta a Loazzolo e la splendida Torre dei Contini, visitabile, che un tempo segnava i confini della città, da cui è possibile godere di uno splendido panorama sui vigneti della zona.
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Curiosità

Nel 1865, a Canelli, venne prodotto il primo spumante italiano.
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