Regione Piemonte

Castelnuovo Belbo

Ultima modifica 25 marzo 2019

Nella terra del santo protettore della gola, una delizia per il palato: gli agnolotti giganti.


Paesaggio.

Castelnuovo Belbo sorge nella Valle Belbo, nel Sud Astigiano, a 122 metri sopra il livello del mare.

Dista circa 35 km dal capoluogo provinciale, Asti, e 25 km da Nizza Monferrato.

Il paese è attraversato dal torrente Belbo; si estende su una superficie di 9,55 km² e conta una popolazione di circa 860 abitanti.


Storia.

Il borgo è appartenuto nel XII secolo al Marchesato di Incisa e Monferrato.

Il marchesato venne successivamente integrato nel ducato del Monferrato; nel 1708, sotto la dominazione dei Savoia, il paese entrò a far parte della provincia di Acqui, ridotta poi a circondariato nel periodo di occupazione napoleonica, infine nella provincia di Asti costituita nel 1935.


Amministrazione.

Castelnuovo Belbo aderisce al patto di fratellanza fra tutti i comuni d'Italia che si chiamano Castelnuovo (26 in totale).

Il patto di fratellanza è stato siglato nel 2004 nei locali del municipio di Castelnuovo Don Bosco.


Enogastronomia e prodotti tipici.

L’economia di Castelnuovo Belbo è basata sull’agricoltura, con particolare rilievo per il settore vinicolo.

Specialità del paese sono le pacloche, agnolotti giganti (unici nel panorama gastronomico piemontese) che ben si accompagnano con la pregiata Barbera del posto.

Un’occasione per degustarli è durante i festeggiamenti patronali di San Biagio, la prima domenica di febbraio.


Da vedere.

Di particolare interesse la chiesa parrocchiale di San Biagio, edificata nel 1764, la Chiesa di Regina Angelorum (o Chiesetta della Madonnina di San Biagio), struttura del 1300 situata nell’area cimiteriale, l’ottocentesco Palazzo Municipale e il Museo Francesco Cirio, dedicato al pioniere dell'industria conserviera.

Per ricevere maggiori informazioni sul territorio è possibile contattare l'Ufficio Informazioni Turistiche del Comune di Castelnuovo Belbo.


Curiosità.

Nonostante il Monferrato sia un’area classificata a rischio sismico molto basso (zona 4), il 21 agosto 2000 un evento di forte intensità interessò il Piemonte meridionale.

Due scosse (4.6 e 4.8 scala Richter) nell’arco di circa 20 secondi, tra le 19:14 e le 19:15, con epicentro a Quattordio (provincia di Alessandria), seminarono il panico tra la popolazione ma senza causare vittime.

Dall’Astigiano giunsero 6715 segnalazioni di danni a edifici e infrastrutture e furono emesse 696 ordinanze di inagibilità totale o parziale (Fonte: Regione Piemonte).

Castelnuovo Belbo fu l’epicentro di una delle nove scosse premonitrici dell’evento: alle 10:51 del 21 agosto 2000 i sismografi rilevarono una scossa di magnitudo 3.0.


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