Regione Piemonte

Ferrere

Ultima modifica 19 dicembre 2018

1630 – oggi: dall’annus horribilis alla rinascita sui sette colli. Ferrere capitale del miele e dei salumi artigianali


Paesaggio

Ferrere condivide con Roma una particolare caratteristica: come la città capitolina anch’esso sorge su sette colli, uno dei quali è stato oggetto di valorizzazione nel dicembre 2018 con la creazione di un punto panoramico attrezzato (vedi Belvedere di San Secondo).

Il borgo dista circa 20 km dal capoluogo provinciale, Asti, 40 km da Torino e 25 km da Alba: è situato ai confini con i territori del Pianalto, del Roero e delle provincie di Cuneo e Torino.

Si estende su una superficie di 13,93 km² e conta una popolazione di circa 1600 abitanti.
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Storia

Il territorio di Ferrere (in passato noto come Ferraria) appare per la prima volta in un documento nel 1034: è indicato come appartanente al conte di Pombia (provincia di Novara).

Nel 1100, Ferrere fu assegnato dal Vescovo di Asti alla nobile famiglia dei Garretti, che ne divennero signori per diversi secoli e qui edificarono un primo castello, poi semidistrutto e riedificato più in alto: è il Castelvecchio che oggi ospita le scuole, il municipio e la biblioteca civica.

L’attuale fisionomia del paese, sparso sulle colline, deriva dagli eventi che caratterizzarono il borgo nel 1630: prima l’invasione dei Francesi e un sanguinoso periodo di guerra, poi – sempre nello stesso anno – una disastrosa alluvione invase tutta la valle. L’annus horribilis di Ferrere si concluse con lo scoppio della peste che colpì gran parte dell’Italia settentrionale.

La sequenza di eventi nefasti spinse molti abitanti a trasferirsi dalla valle alle colline circostanti, ritenendole luoghi più sicuri.

Questo portò ad una polverizzazione del nucleo originario del paese e la creazione di tante piccole comunità, con altrettante chiese, sulle sette colline: fu proprio in questo periodo, nel 1642, che fu inaugurata la chiesa parrocchiale di San Secondo.

I conti Garretti restarono signori di Ferrere fino al 1851 (ossia per ben 750 anni): tra il 1780 e il 1785 fecero costruire un secondo castello sul territorio, senza fortificazioni: è il Castelrosso, oggi adibito a casa di riposo per anziani.

Nel 1851 tutte le proprietà dei Garretti passarono ai conti Gromis di Trana e poi ad Emanuele Montalcini, zio paterno del Premio Nobel Rita Levi Montalcini, la quale trascorse parte della gioventù in paese.

Montalcini cedette infine le sue proprietà ai ferraresi mantenendo solo il Castelrosso e le sue immediate adiacenze.
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Amministrazione

Dal 2014 il comune è amministrato dal torinese Silvio Maria Tealdi.
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Enogastronomia e prodotti tipici

Dici Ferrere e pensi al miele: il prezioso alimento è celebrato nell’evento Ferrere Miele, molto apprezzato dai ferreresi e dai turisti.

Ferrere è conosciuto anche per la produzione di salumi e carne bovina; piatto tipico è il fritto misto alla piemontese.

Il comune è sede dell'Associazione dei Produttori di Salame Cotto Monferrato.
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Da vedere

Ferrere è costellato di cappelle e chiese sparse su tutto il territorio.

Tra gli edifici di maggior pregio si segnalano la chiesa parrocchiale di San Secondo, costruita nel 1642 sulle rovina di una precedente chiesa distrutta dall’alluvione del 1630, la Chiesa sconsacrata della Confraternita dell'Annunziata, edificata nel XVI secolo e che oggi ospita eventi culturali, la Cappella di San Defendente (XVIII secolo), quella di San Rocco (XVII secolo) e ancora la chiesetta dedicata a San Secondo Martire, con adiacente belvedere.

Fulcro del paese è il Castelvecchio, struttura medievale dapprima ricovertita in azienda per la filatura della seta e che oggi ospita nei suoi locali le scuole, il municipio e la biblioteca civica.

Da vedere anche il Castelrosso, così denominato in quanto probabilmente dipinto di rosso in passato, oggi adibito a residenza per anziani.

Per gli amanti della natura e del relax è d’obbligo una sosta al Belvedere di San Secondo: inaugurato nel dicembre 2018 è caratterizzato dall'installazione dell'opera d'arte “Ferro del Mare Padano” di Sergio Omedè.
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Curiosità

Ferrere vanta il primato nell’Astigiano per il più elevato rapporto fra abitanti e numero di alveari.
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