Regione Piemonte

Grana

Ultima modifica 3 marzo 2019

Grana: dal sagrato della parrocchiale il Monferrato in uno sguardo


Paesaggio

Il toponimo di Grana deriva dall’omonimo torrente, che sgorga in più rami dalle falde dei colli di Grazzano e Moncalvo; il paese sorge tra rilievi collinari di natura argillosa e dolcemente ondulati, ricoperti da rigogliosi vigneti.

Grana si estende su una superficie di 5,89 km² e conta una popolazione di circa 600 abitanti.

Il borgo dista appena 19 chilometri da Asti, capoluogo provinciale.
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Storia

In età romana la regione faceva parte della Gallia Cisalpina.

Gli studiosi italiani indicano nella voce preromana Krana l’origine del nome e del suo torrente, con valore di crepaccio, fessura, valle profonda e incassata.

Il paese fu parte dei possedimenti del Marchesato del Monferrato e successivamente feudo dei signori di Calliano e dei Marchesi di Occimiano.

Nel XV secolo dopo l’occupazione da parte di Francesco Sforza passò sotto il dominio dei Gonzaga di Mantova e infine, a metà del XVII secolo, fu feudo della famiglia Del Carretto.
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Amministrazione
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Enogastronomia e prodotti tipici

Non si può dire di esser stati a Grana se non si è assaggiato il piatto tipico, a base di stufato d’asino, e l’oubià, sottile cialda dolce e croccante a forma di disco.

Caratteristici del territorio sono anche gli agnolotti d’asino, il fritto misto alla piemontese e i salumi, tutti da gustare durante i Week End Enogastronomici organizzati dalla locale Pro Loco.

Grana è anche terra di ottimi vini, tra cui: Barbera, Ruchè e Grignolino, quest’ultimo protagonista dell’evento “Che Grana...Il Grignolino!” nel mese di luglio.
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Da vedere

Giunti a Grana, conquista lo sguardo l’imponente mole della chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta anche grazie al suo slanciato campanile.

La chiesa fu eretta tra il 1771 ed il 1776, con forme barocche; dal suo sagrato è possibile godere di un affascinante panorama sulle dolci colline del Monferrato.

All’interno della chiesa sono stati allestiti la Sala dei Reliquiari, dove sono conversati resti sacri di epoche differenti, e il Museo di Arredi ed Arte Sacra che espone manufatti del Seicento e del Settecento.

Di particolare interesse anche la Chiesa della Santissima Annunziata: edificata prima del 1600, oggi è spesso utilizzata per ospitare eventi culturali. Al suo interno, l'Annunciazione di Maria opera di Guglielmo Caccia detto "Il Moncalvo".

Da non perdere anche l’antica chiesa di Chiesa di Sant’Antonio da Padova e la Chiesa cimiteriale di Santa Maria in Monte Pirano (secolo X).
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Curiosità

La Chiesa di San Rocco, eretta nel XVI secolo, fu utilizzata come lazzaretto (ospedale per gli infettivi) durante la peste che colpi l'Italia settentrionale fra il 1629 e il 1631, diffusa dai Lanzichenecchi che arrivarono dalla Germania al soldo degli spagnoli per l'assedio di Casale.
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