Regione Piemonte

Incisa Scapaccino

Ultima modifica 3 marzo 2019

Incisa Scapaccino, terra di marchesi, eroi e...santuari...


Paesaggio

Il Comune di Incisa Scapaccino, così denominato a partire dal 1928 (in precedenza era Incisa Belbo), in onore del nativo Giovanni Battista Scapaccino, prima medaglia al merito militare del corpo dei Carabinieri, si presenta come un tranquillo paese dove un turista può godere della rilassatezza del luogo, della buona tavola e della dolcezza del paesaggio.

Perno dell’economia incisiana è l’agricoltura: si praticano coltivazioni frutticole (mele e pesche), orticole (soia, barbabietole, cardi bianchi gobbi, ottimi con la “bagna cauda”), vitivinicole, con la presenza di numerose aziende di elevato livello nazionale e internazionale.

Anche l’attività industriale è piuttosto fiorente: si contano officine che producono macchine a controllo numerico, torni di precisione e materiali in latta, ditte produttrici di vetrate, depuratori per l’acqua, pavimentazioni stradali e calcestruzzi.

Il paese si estende su una superficie di 20.70 km² e conta una popolazione di circa 2200 abitanti.

Dista circa 26 Km dal capoluogo provinciale, Asti.
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Storia

La storia del paese è millenaria in quanto i primi documenti che citano Incisa risalgono alla seconda metà del X secolo.

Il Marchesato di Incisa iniziò nel 1161 quando Alberto Del Vasto completò l’acquisto del castello.

I beni nel periodo medievale passarono poi al Marchesato più potente del territorio, quello del Monferrato, ed infine nuovamente al Marchesato d’Incisa grazie a Domicella, vedova di Alberto Del Vasto, che recuperò il dominio grazie all’appoggio della città di Asti.

Il Marchesato d’Incisa perderà la propria autonomia nel 1514 per mano del marchese Guglielmo IX di Monferrato: l’assedio del castello viene ancora oggi rievocato nel mese di luglio con la manifestazione Incisa 1514.

A metà del Seicento il territorio fu depredato da Spagnoli, Francesi e Sabaudi; venne ricongiunto al Regno di Sardegna sul finire del XVII secolo.

Da allora in avanti la storia di Incisa coincide con la storia del Regno di Sardegna prima e dell'Italia unitaria poi.
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Amministrazione

Ad Incisa Scapaccino ha sede la Comunità Collinare Vigne & Vini, unione di comuni costituita con il fine di promuovere lo sviluppo del territorio e migliorare i servizi forniti alla collettività.
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Enogastronomia e prodotti tipici

Come anticipato, particolarmente fiorenti sono le coltivazioni frutticole (mele e pesche), orticole (soia, barbabietole, cardi bianchi gobbi, ottimi con la “bagna cauda”) e vitivinicole (vitigno Barbera).

Occasioni per apprezzare le prelibatezze del territorio sono la Sagra del Cardo Gobbo, della Barbera e della Friciula, in programma la seconda domenica di ottobre, e la Fiera del Tartufo, sempre a ottobre.
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Da vedere

Dell’antico castello medievale d’Incisa, edificato probabilmente nel XI secolo, oggi resta solo una torre; parte del materiale ricavato dalla distruzione della fortezza venne riutilizzato per la costruzione di case civili e per la chiesa parrocchiale dei Santi Vittore e Corona, eretta nel Settecento.

In piazza San Giovanni troviamo invece il Castello Nuovo, un palazzo novecentesco, in stile neogotico, con portale e doppia fila di finestre di particolare interesse.

Da vedere sono anche il Santuario della Madonna del Carmine, eretto agli inizi del Quattrocento, il Palazzo Serbelloni Busca, che oggi ospita il Municipio, e la Chiesa di San Giovanni Battista.
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Curiosità

La Chiesa di San Giovanni Battista è primo santuario in Italia dedicato alla Virgo Fidelis, patrona dei Carabinieri.

Qui, il 15 febbraio 1802, venne battezzato Giovanni Battista Scapaccino.
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