Regione Piemonte

Montaldo Scarampi

Ultima modifica 3 marzo 2019

Montaldo Scarampi, il "tetto" della Val Tiglione antico feudo dei banchieri astigiani


Paesaggio

Montaldo Scarampi sorge sulle colline che dominano la Val Tiglione, a sinistra del torrente Tiglione.

Il paese, di circa 750 abitanti, si estende su una superficie di 6,63 km² a un’altitudine di 258 metri sopra il livello del mare.

Dista circa 17 km da Asti, capoluogo provinciale.

In via Binello ha sede il comando della Polizia Locale della Comunità Collinare Val Tiglione e Dintorni.
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Storia

Nel 1018, in un atto del vescovo di Asti Alderico, il luogo dove sorgeva il castello con il territorio circostante venne denominato Mons Altus.

Le fondamenta dell’antica fortezza, probabilmente edificata tra il 700 e il 740, furono rinvenute durante gli scavi eseguiti, nel 1928, in piazza Romita. Oggi resta visibile solo un piccolo tratto di mura.

Nel tempo Mons Altus divenne Montaldo, con chiaro richiamo alla posizione eminente del paese: l’aggiunta di Scarampi si ebbe da quando, nel 1339, i marchesi di Incisa della Rocchetta lo vendettero ai banchieri Scarampi di Asti.

Nel 1142 Montaldo passò a Oddone Boverio, ultimo figlio del Marchese del Vasto, e poi ai suoi nipoti.

A ridosso del 1200 Montaldo fu ceduto al comune di Asti, poi agli Scarampi; verso la fine del Trecento il paese, insieme ad Asti e tutti i castelli della Val Tiglione, passò sotto la giurisdizione di Gian Galeazzo Visconti duca di Milano.

Nel 1636 il paese fu violentemente saccheggiato dalla cavalleria spagnola.
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Amministrazione

A Montaldo Scarampi ha sede la Comunità Collinare Val Tiglione e Dintorni, unione di comuni costituita nel dicembre 2000.
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Enogastronomia e prodotti tipici

L’economia di Montaldo Scarampi è principalmente incentrata sulla viticoltura: ottima la produzione di vini Doc Piemonte e Monferrato (Barbera d’Asti, Barbera del Monferrato, Grignolino d’Asti, Freisa d’Asti).

Altri prodotti tipici di Montaldo sono i salumi artigianali e il miele.
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Da vedere

La chiesa parrocchiale di Nostra Signora Annunziata sorge nel centro del paese, a pochi passi dal Municipio.

Antica pieve di Mons Altus, il 24 agosto 1636 venne occupata, spogliata degli arredi e incendiata dagli Spagnoli.

Nell’Ottocento la chiesa fu ampliata per accogliere l’accresciuta popolazione di Montaldo, prolungando la parte dove ora trovano sede l'altare e il coro.

Successivamente, nel 1942, venne ritinteggiata e nel 1970 fu ristrutturata anche la canonica.

L’ultimo restauro risale al 1996.

Merita una visita anche la Chiesa di San Martino, in frazione Collina Forni, situata in posizione panoramica con vista privilegiata sulla vallata.

Di grande interesse è anche il Museo della Famiglia Contadina, ospitato nella Chiesa di San Nicolò, dove sono esposte importanti testimonianze della vita contadina di un tempo.

Nei locali della sede comunale è inoltre allestita la Sala dei Trofei del Dott. Lelio De Nardo, chiamata anche scherzosamente il “safari” di Montaldo: qui è conservata una raccolta di animali esotici impagliati, pelli di serpenti e altri oggetti provenienti da una donazione fatta al Comune di Montaldo degli eredi del Dott. Lelio de Nardo, appassionato viaggiatore e cacciatore negli anni '60.
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Curiosità

Il 2 giugno 1946 gli italiani furono chiamati alle urne per esprimersi con il referendum istituzionale a favore della Monarchia o della Repubblica.

Montaldo Scarampi vantò un curioso primato: fu il comune della Val Tiglione con il maggior numero di preferenze per Casa Savoia. Votarono a favore della Monarchia il 76,71% dei 1005 montaldesi iscritti alle liste elettorali.

Il risultato di Montaldo fu in linea con quello della provincia di Asti dove la Monarchia prevalse di un soffio (50,58%) sulla Repubblica grazie al consenso raccolto nelle campagne.

Nei centri maggiori dell'Astigiano, invece, il dato fu ribaltato: Asti, Nizza Monferrato e Canelli votarono infatti a favore della vittoria repubblicana.

In epoche più recenti, nel 2016, fece il giro del web la notizia che l’allora centrocampista della Juventus, Hernanes detto “Il Profeta”, comprò con sua moglie una cascina in località “Giro della Mandorla” con annessi vigneti.

La passione per l’Astigiano e il vino ha portato Hernanes ad aprire una propria azienda vinicola a Montaldo.
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