Regione Piemonte

Nizza Monferrato

Ultima modifica 19 dicembre 2018

Nizza è… Il leone del Monferrato conquista gli sguardi del mondo dalla cima del Campanone


Paesaggio

Nizza Monferrato sorge nel cuore del Monferrato, nella valle del torrente Belbo.

Il territorio si estende su una superficie di 30,36 km², per gran parte collinare, circondato dalle colline dell’Alto Monferrato.

E’ singolare annotare che la città, nella parte più antica, è di forma triangolare con contrade tutte in linea retta.

Nizza e il suo pregiato vino Barbera sono stati riconosciuti patrimonio dell’Unesco il 22 giugno 2014.

Con la città di Canelli rappresenta il secondo centro per popolazione (oltre 10.000 abitanti) e importanza dell’Astigiano, dopo Asti: dal capoluogo provinciale dista circa 25 km.

Il comune partecipa al Palio di Asti, la storica corsa di cavalli montati a pelo protagonista del Settembre Astigiano. Il Comitato Palio di Nizza Monferrato si è aggiudicato la vittoria della competizione nel 1986 e nel 2016.
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Storia

Anticamente il comune era noto con il toponimo Nicea Palearum o della Paglia; i tetti delle case, infatti, venivano costruiti intrecciando la paglia con le erbe essiccate della zona.

L’etimo Nizza è ancora incerto: c’è chi sostiene che il nome potrebbe riferirsi ad un’antica proprietaria di fondi chiamata Nicea, denominazione a sua volta derivata dalla dea greca della vittoria Nike.

La data di fondazione di Nizza Monferrato è comunemente indicata nell’anno 1225.

Il nucleo originario sorse attorno all’antica abbazia di San Giovanni in Lanero grazie all’unione degli abitanti dei sette castelli circostanti, distrutti dagli Alessandrini nelle lotte con gli Astesi.

L’attuale denominazione nasce nel 1264 quando il territorio, prima domininato da Alessandria, passa sotto la protezione di Guglielmo VII di Monferrato.

Nel 1268 Nizza fu posta sotto assedio per quaranta giorni dalle truppe di Carlo d’Angiò; gli assedi e le occupazioni sono una costante della storia nicese.

Nizza passò successivamente ai Gonzaga, interessati alla ricchezza di materie prime del territorio (in particolare uve, cereali, lino, canapa, zafferano) e le prospere attività di allevamento del baco da seta e la filatura dei bozzoli.

Nel Seicento Nizza fu sottoposta a continui assedi, il più famoso quello dal 12 al 24 maggio 1613 dalle truppe del duca Carlo Emanuele I di Savoia, che si risolse con una vittoria per i nicesi.

Dopo i ripetuti attacchi di Spagnoli e Francesi, nel 1647, Nizza venne rasa al suolo dagli Aragoni.

La liberazione dalle dominazioni straniere avvenne solo con l’ascesa dei Savoia; nel frattempo andava affermandosi il potere della famiglia Crova, baroni di Vaglio e signori di Nizza, che con metodi discutibili governarono la città per parecchi decenni.

Fu solo grazie al rifiorire dell’industria della seta, verso la fine del Settecento, che l’economia di Nizza si risollevò; i venti della rivoluzione che spiravano dalla Francia coinvolsero il territorio nicese e presto si crearono tensioni – tra rivoluzionari e controrivoluzionari - che culminarono nei disordini del dicembre 1799.

La successiva crisi generata dal ripristino della monarchia sabauda fu superata grazie alle straordinarie abilità del cavaliere Pio Corsi di Bosnasco che, una volta eletto sindaco, seppe trasformare il volto della città con importanti lavori pubblici: a lui si deve la pubblica illuminazione con fari ad olio, il primo sistema fognario e un complessivo ripristino dei collegamenti stradali.

A Pio Corsi, prematuramente scomparso, è dedicato il Foro Boario che oggi sorge in piazza Garibaldi e dove trova sede l’Ufficio Informazioni Turistiche di Nizza Monferrato.

Tra i personaggi che hanno portato lustro al comune monferrino si ricordano Bartolomeo Bona e Vittorio Buccelli, che ricoprirono importanti incarichi politici a livello nazionale; Gian Felice Gino (vedi: Lapide all’aviatore Gian Felice Gino), pioniere del volo e, soprattutto, Francesco Cirio, fondatore dell’azienda di conserve Cirio.

(Fonte: sintesi del testo originale curato da Giuseppe Baldino)
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Amministrazione

Dal 2016 il comune è amministrato dal nicese Simone Nosenzo.

A Nizza Monferrato è stato conferito il titolo di città, nel 1704, dal duca Ferdinando Carlo Gonzaga come ricompensa per il contributo finanziario versato dai nicesi nella guerra contro i Piemontesi.
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Enogastronomia e prodotti tipici

Nizza Monferrato, importante centro agricolo e commerciale, è la capitale indiscussa del vino Barbera.

Dalla celebre varietà di vitigno, coltivato da oltre 500 anni nel territorio piemontese, il 1 luglio 2016 è nata la denominazione Barbera d’Asti superiore “Il Nizza”.

Il Nizza è prodotto in 18 comuni (Agliano Terme, Belveglio, Bruno, Calamandrana, Castel Boglione, Castel Rocchero, Castelnuovo Belbo, Castelnuovo Calcea, Cortiglione, Incisa Scapaccino, Moasca, Mombaruzzo, Mombercelli, Nizza Monferrato, Rocchetta Palafea, San Marzano Oliveto, Vaglio Serra, Vinchio) con uve 100% Barbera.

Le aziende produttrici sono riunite nell’Associazione Produttori del Nizza con sede nei locali dell’Enoteca Regionale di Nizza.

Un’occasione per degustare il Nizza e tutte le altre tipologie piemontesi di Barbera DOC è durante la rassegna “Nizza è Barbera”, nel mese di maggio.

Nizza è anche la terra per eccellenza del cardo gobbo, tutelato dallo specifico Consorzio, e del tartufo bianco, specialità che possono essere degustate durante la Fiera Patronale di San Carlo | Giornata del Tartufo e del Cardo Gobbo, a novembre.

Non si può inoltre dimenticare che Nizza è la patria della pregiata carne di razza piemontese, celebrata durante la Fiera del Bue Grasso e del Manzo, rassegna zootecnica ed enogastronomica in programma nel mese di dicembre.

Tra i piatti tipici: la torta verde, assaggiabile durante la Fiera del Santo Cristo, in aprile, la belacauda (farinata di ceci) e la bagna cauda, che caratterizza due eventi di grande richiamo: la Bagna Cauda del Camperista e Nizza è Bagna Cauda.
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Da vedere

Il territorio di Nizza Monferrato si distingue per la nutrita presenza di edifici storici e chiese dal notevole valore.

Non può mancare una visita al simbolo del paese, Il Campanone, torre civica inglobata nel palazzo comunale, nel quale è racchiusa una preziosa campana in bronzo che ancora oggi rintocca a tutte le ore.

Tra gli edifici storici ricordiamo anche Palazzo Crova di Vaglio, palazzo barocco realizzato nel XVIII secolo che al suo interno ospita il museo multimediale Palazzo del Gusto, dedicato alla storia dell'enogastronomia locale, e Palazzo De Benedetti, anch’esso eretto nel diciottesimo secolo.

Altrettanto interessanti sono i beni ecclesiastici: da non perdere la Chiesa della Madonna della Neve (Bricco), settecentesca, così chiamata per la sua particolare posizione sulla sommità di una collina, la splendida Chiesa di San Giovanni Battista in Lanero, considerata il Duomo di Nizza Monferrato, la barocca Chiesa di San Siro e la Chiesa di Sant'Ippolito, che conserva un'acquasantiera in marmo e due confessionali in legno del tardo Quattrocento.

Stimolanti anche le proposte museali con il Museo Bersano delle Contadinerie e Stampe Antiche del Vino, allestito dall’azienza vinicola Bersano, che conserva una preziosa collezione di strumenti del mondo agricolo e una raccolta di etichette dei vini, Sug@r(T)_house, il museo dedicato allo zucchero creato dall’azienda Figli di Pinin Pero & C., l’esposizione permanente Art '900, collezione di opere d’arte di Davide Lajolo (con 100 dipinti e sculture di artisti italiani contemporanei).

Una tappa dell’itinerario turistico va' infine riservata al Cimitero Ebraico.
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Curiosità

Sulla muratura del Campanone – lato nord – sono ancora oggi visibili i segni dell'assedio che subì Nizza Monferrato, nel 1613, da parte dei Savoiardi: i più attenti noteranno una palla di cannone conficcata nel muro.
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