Regione Piemonte

Valfenera

Ultima modifica 4 marzo 2019

Alle porte del Basso Monferrato la “città delle sette torri”, del campanile mozzo e la tinca gobba dorata: Valfenera da scoprire


Paesaggio

Valfenera sorge all’estremo limite occidentale della provincia di Asti, ai confini con il Cuneese e il Torinese, e rappresenta una delle porte del Basso Monferrato; anche il suo antico nome, Vallis Finaria, è riconducibile all’ubicazione di confine tra la pianura torinese e le colline astigiane.

Si estende su una superficie di 22.04 km² e conta una popolazione di circa 2400 abitanti.

Valfenera dista 24 km dal capoluogo provinciale, Asti.
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Storia

Il territorio fu abitato già in epoca romana e, precedentemente, da popoli Celto-Liguri come testimoniato dai numerosi ritrovamenti archeologici rinvenuti nella zona.

Valfenera fu teatro di cruente battaglie nel periodo di passaggio della dominazione sulla Pianura Padana dai Longobardi ai Franchi; feudo di Sigiberto nel X secolo, verso l'anno Mille passò all'abbazia di Nonantola.

Nel 1041 il territorio venne donato all’imperatore Enrico III il quale lo diede in dono al Vescovo di Asti; passò poi alla famiglia dei Gorzano, i quali, sotto la guida dei Marchesi di Saluzzo, fecero erigere intorno al 1200 un castello difensivo - distrutto nel 1557 - laddove oggi sorge la piazza Tommaso Villa, sede del municipio.

L’abitato, estremo baluardo del Marchesato, fu quindi trasferito per ragioni difensive verso Occidente, nell’ubicazione che tuttora mantiene, in seguito alla fondazione voluta dagli Astesi del centro fortificato di Villanova (1248).

Il feudo di Valfenera fu retto dalle più influenti famiglie dell'Astigiano: dai Brizio (1135) ai Cavazzoni (1280), dagli Isnardi de Castello (1325) fino ai Mazzetti (1437), i quali per primi vantarono il titolo di "Conti" di Valfenera.

In epoche più recenti Valfenera fu governata dai Muratore (1545), Giulio Cesare Benso (1600), antenato del grande statista Camillo, i Nomis (1630), donatori alla comunità dell’attuale chiesa parrocchiale, e i Morozzo della Rocca (1773), la cui stirpe si estinse solo nel 1912 con la morte della Marchesa Carolina.

Valfenera fu al centro di sanguinose battaglie tra Francesi e Spagnoli; nei secoli XVI e XVII fu sottoposto a violenti saccheggi e completamente raso al suolo nel 1557 dalle truppe del generale Brissac.

Lo sviluppo economico di Valfenera trovò il suo apice nell'Ottocento grazie all'impulso del settore agricolo e artigianale; significativa l'attività della Filanda di seta e l'impegno di valfeneresi illustri quali Tommaso Villa (1833-1915) ed il conte dottor Giovanni Quirico (1859-1946), medico personale di Umberto I e di Vittorio Emanuele III.

Villa, deputato per 44 anni, fu Presidente della Camera dei Deputati, Ministro di Stato e Senatore del Regno.

Nelle due guerre mondiali Valfenera diede un importante contributo di suoi figli caduti, tra i quali ricordiamo Gino Berardi, medaglia d’oro al valor militare, il pilota Natale Fiorito, medaglia d’argento, e Lisa Melchiorre, decorata con la croce di guerra, cui peraltro sono dedicate tre vie.

Dopo l’8 settembre il paese fu luogo di scontri tra l'esercito tedesco e formazioni partigiane; in frazione Villata si insediò la Brigata GL "Domenico Tamietti", uno dei primi nuclei partigiani, guidata dal comandante Giovanni Scagliola, detto "Piero".
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Amministrazione

Dal 2007 il comune è amministrato dall’astigiano Paolo Lanfranco, attuale vice presidente della Provincia di Asti.
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Enogastronomia e prodotti tipici

La tinca gobba dorata del Pianalto è tra i simboli di Valfenera.

Il pesce, una variante della tinca comune, si caratterizza per la livrea prevalentemente giallo-rossiccia e la presenza di una gibbosità all’altezza delle prime vertebre cervicali che la rende, appunto, “gobba”.

La tinca dorata, servita fritta e in carpione, è possibile assaporarla nel primo fine settimana di giugno, durante la sagra ad essa dedicata.

Il paese è inoltre caratterizzato dall’allevamento di bovini di razza piemontese, alla base del piatto tipico locale, il bollito misto: un’occasione per degustarlo è durante la Fiera di Sant’Orsola in programma nel mese di ottobre.

Ottima è anche l’insalata di carne, condita con olio, sale e aglio. Quest’ultimo ingrediente è protagonista della Fiera di San Bartolomeo, dedicata appunto all’aglio e al “pitu”, il tacchino.

Tra le ricette tipiche ricordiamo infine i peperoni con la bagna caoda e la torta di nocciole, spesso accompagnata da zabaione. Vini caratteristici della zona sono la Barbera e la Freisa.
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Da vedere

Il centro storico di Valfenera è ricco di testimonianze artistiche risalenti al XVIII e XIX secolo, tra cui il fabbricato della Filatura e Villa Scanagatti (ora Fassini).

In via N. Fiorito (già Umberto I) si trovano invece la villa del notaio Beltramo, ora di proprietà del Commendatore Lagorio, e l’antico arsenale.

Sulla piazza T. Villa si affacciano due palazzi di notevole rilevanza architettonica: il Palazzo Villa che accoglie il Municipio e le scuole primarie, e il palazzo con gli uffici del geom. e arch. Marocco (già Municipio di Valfenera).

In via A. Diaz si possono invece ammirare Villa Toso e l’edificio sede della scuola dell’infanzia Regina Margherita, interessato da importanti lavori di restauro nell'estate del 2008.

Particolare attenzione è stata posta nei lavori di tinteggiatura; approfondita l'analisi dei colori.

I saggi stratigrafici condotti da personale esperto hanno consentito di riprodurre tinte e accostamenti originali, caratteristici del gusto eclettico della seconda metà dell'800.

I lavori sono stati completati con la posa del cancello d'ingresso simile all'originale ottocentesco e dalla riqualificazione del giardino.

Notevole pregio, sia dal punto di vista storico che architettonico, viene attribuito agli edifici sacri tra i quali sicuramente spicca in piazza Roma la parrocchiale intitolata ai Santi Bartolomeo e Giovanni Battista; accanto troviamo invece la confraternita dello Spirito Santo, oggi sconsacrata e priva di arredi, che è stata recentemente restaurata.

A poca distanza si situa la torre campanaria del Ciuchè Mocc di piazza T. Villa, emblema dell'antica storia e dell'identità comunale di Valfenera.

Sono numerose le chiesette sparse per il territorio tra cui citiamo la chiesa della Madonna degli Angeli risalente al 1600 e quella della Santissima Trinità costruita intorno al 1820.

Sul territorio di Valfenera è presente anche un Santuario intitolato a Sant'Andrea.

Sempre in questo contesto devono essere ricordate le chiesette di: Sant’Antonio Abate, in località Bricco Visconti, San Sebastiano nell’omonima frazione, San Rocco, adibita a lazzaretto all’epoca della pandemia pestilenziale del XVII secolo.

Infine è degna di nota la parrocchiale settecentesca dedicata alla Natività di Maria Vergine che si trova in frazione Villata.

Per gli amanti della natura si segnala La Rocca, parco con area attrezzata e didattica.
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Curiosità

Valfenera è anche nota come la "città delle sette torri" per via del complesso sistema difensivo dell'antico castello, costituto appunto da sette torri, fatto erigere nel Duecento e distrutto nel 1557 dalle truppe francesi condotte dal Duca di Brissac.

La toponomastica ha ricordato la presenza della fortezza e delle mura con via Giovanni XXIII, un tempo via del Fossato.
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