Regione Piemonte

Villanova d’Asti

Ultima modifica 29 dicembre 2018

Il Fassone e la Bionda nel paese delle Bisocche: non è una fiaba ma l’istantanea di Villanova d’Asti, volano del Nord Astigiano


Paesaggio

Villanova d'Asti nasce come centro agricolo e zootecnico, nel cuore della fertile pianura che collega la collina torinese a quella astigiana (Pianalto Astigiano), più precisamente nella parte più occidentale della provincia di Asti.

Le campagne che circondano il paese sono verdi e rigogliose, suddivise in "quadri" di agricolture diverse.

Attorno, nella pace silente della campagna si alternano fattorie e cascinali nell’ondulata serie di dossetti verdi.

Oltre all'agricoltura e l’allevamento, nel paese si è sviluppato, in questi ultimi decenni, un importante polo industriale, grazie sia all'inserimento del casello autostradale che dalla Tangenziale di Torino immette sull’Autostrada Torino – Piacenza – Brescia, sia alla stazione ferroviaria.

Il comune si estende su una superficie di 41.95 km² (il terzo per estensione nell'Astigiano dopo Asti e San Damiano d'Asti) e conta una popolazione di circa 5600 abitanti.

Tra i servizi ospitati dal paese ricordiamo le scuole primarie (la De Amicis e la Rodari) e quella secondaria di primo grado Astesano, due scuole dell’infanzia (in via Villa e la Pittaluga) ed altrettanti nido d’infanzia (Principessa Jolanda e G. e V. Navone).

Interessante è anche lo sviluppo degli impianti sportivi gestiti dalla Polisportiva Mezzaluna, che ospitano due campi da tennis, due campi sintetici, due campi da calcio e una pista di atletica. Numerosi i corsi ed i tornei organizzati per adulti e bambini da personale qualificato.
_______________________

Storia

I primi documenti che attestano le origini di Villanova risalgono al tempo di Ottone III della Casa di Sassonia, regione montuosa della Germania.

Nel 1001, Ottone III donò al monastero di S. Felice di Pavia un villaggio denominato Corveglia (Curtis vetula) con tutti i terreni circostanti. Esiste ancora oggi la borgata con tale nome, vicinissima all’attuale Villanova d’Asti.

Le Benedettine del monastero di S. Felice di Pavia fecero costruire in Corveglia un monastero che dedicarono pure a S. Felice e venne occupato da religiose di quell’Ordine. Attorno al monastero, oltre alla chiesa, sorsero una scuola, giardini, orti, mulino, stalle e granaio.

Nell’area del complesso monastico si raccolsero le umili case dei contadini che lavoravono alle dipendenze del monastero stesso; l’abitato, che andava così formandosi e aumentando di popolazione, fu denominato in un primo tempo semplicemente Villanova e in seguito Villanova della Piana.

Vendita di Corveglia e Villanova al Comune di Asti

Molte città nel XII secolo, per ragioni demografiche, concedevano ai contadini dei borghi di lasciare la campagna e di farsi cittadini. Le città erano allora governate da vescovi conti.

In quel tempo i borghigiani di Villanova diedero segno di malcontento e ribellione per il trattamento che veniva loro riservato, per cui il monastero dovette chiedere man forte ai Signori vicini di Riva, di Chieri e di Poirino, i quali, sotto colore di patrocinio, turbavano la giurisdizione del monastero e talora ne occupavano il territorio.

Il 24 aprile 1210 il monastero fu reintegrato nei suoi diritti ma, a causa delle dispute con i Signori vicini, contrasse forte debiti che lo portano alla vendita di Corveglia e di Villanova al Comune di Asti.

I villanovesi divennero così cittadini astesi, non come singoli, ma attraverso la formazione comunale. Da allora l’abitato venne denominato Villanova d’Asti.
_______________________

Amministrazione

Dal maggio 2012 il comune è amministrato dal chierese Christian Giordano.
_______________________

Enogastronomia e prodotti tipici

Villanova d'Asti è da sempre sinonimo di carne di altissima qualità, sia per il sublime vitello da “fassone” piemontese, sia per la pregiatissima gallina bionda; a quest’ultima è dedicata la celebre fiera di inizio ottobre.

Il santo protettore del paese è Sant'Isidoro che viene festeggiato nella prima domenica di settembre con la particolare corsa dei buoi e l'incanto del cappello.
_______________________

Da vedere

La Bisocca di San Martino e quella di Supponito rappresentavano le due torri d'avvistamento, poste rispettivamente a Sud e Nord rispetto al concentrico di Villanova, fatte costruire nel XVI secolo dal re Francesco I di Francia per difendere le terre di Asti dagli attacchi degli Spagnoli.

Le torri, circondate dai campi, sono tuttora visibili.

Il centro storico di Villanova è dominato dalla torre comunale tardo medioevale che era ed è il simbolo del comune di Villanova, emblema dell’autonomia del paese.

Interessante è anche Chiesa della Confraternita della Santissima Annunziata, in stile rinascimentale, che conserva preziosi quadri e dipinti su tela con cornici di pregio.

A pochi passi, nei locali dello storico Palazzo Richetta, ha sede il Museo del Lavoro con l'esposizione di strumenti della falegnameria Gamba, restaurati grazie al contributo dello scultore Antonio Di Nicolantonio ed altre attività del territorio di Villanova d'Asti.

Da vedere anche la chiesa parrocchiale di San Martino, che custodisce una statua della Madonna del Clemente, uno splendido altare ligneo (l'altar maggiore di Carlo Pelagatta), un Macrino d'Alba, due opere del Moncalvo; la parrocchiale di San Pietro, risalente al 1200, ospita anch’essa uno splendido altare (di Enaten - 1646), in legno dorato, oltre a due tele seicentesche attribuite a Guglielmo Caccia detto il Moncalvo.

Il Castello De Robertis è invece un antico convento francescano trasformato, alla fine dell’800, in villa nella parte anteriore e posteriormente in castello neogotico.

Fuori dall’abitato sorge il sontuoso Santuario della Beata Vergine delle Grazie, ottocentesco, eretto nel luogo dove si racconta siano avvenuti prodigiosi avvenimenti nei primi anni del 1820.

Il Santuario ogni anno, in luglio, è teatro delle celebre Festa dell’Infiorata: con tappeti raffiguranti immagini religiose, creati con petali di fiori, viene ricordata l’apparizione della Madonna a Maria Baj nel 1803.

In borgata Corveglia, sulla strada per Poirino, troviamo infine il castello di Corveglia con lo splendido campanile romanico.

I locali del castello, che conservano all’interno pilastri con capitelli in arenaria scolpita, dopo anni di degrado sono stati recuperati e sono ora adibiti ad uso ristorativo.
_______________________

Curiosità

Vilaneuva che na pòrta na treuva” (Villanova, chi ne porta ne trova) ricorda ancora oggi un proverbio a testimonianza dell’importanza dell'antico mercato agricolo di Villanova d'Asti.
_______________________

Scarica Municipium, l'app ufficiale della provincia di Asti e di oltre 60 Comuni dell'Astigiano
App Store | Play Store